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PROGRAMMAZIONE REGIONALE DELLA SARDEGNA

FESR

Europa
Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) contribuisce alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti tra la Regione Sardegna e le altre Regioni dell'Unione tenendo conto anche delle eventuali difficoltà conseguenti agli impegni assunti in materia di decarbonizzazione. Il Fondo Europeo FESR finanzia il Programma Regionale FESR Sardegna 21-27, risultato del negoziato tra la Commissione Europea, la Regione Sardegna e il Partenariato istituzionale, economico e sociale.


Il Programma Regionale FESR Sardegna 2021-27 - La Presa d'Atto della Giunta Regionale

Con la DGR 38/2 del 21 dicembre 2022 la Giunta Regionale ha effettuato la Presa d'atto del Programma Regionale FESR Sardegna 21-27, dall’ammontare di oltre 1 miliardo e 500 milioni di euro per il periodo di programmazione 2021-2027.

Il Programma, approvato dalla Commissione europea con la Decisione C(2022)7877 del 26 ottobre 2022 ha una dotazione finanziaria quasi raddoppiata rispetto al precedente ciclo di programmazione - da 930,9 milioni nel POR FESR 2014-20 a 1.581 milioni nel PR FESR 21-27 - finanziata al 70% da risorse UE e al 30% da risorse nazionali - ed è distribuito su 6 Priorità principali che tracciano le traiettorie verso una transizione sostenibile, in accordo con la Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile e gli obiettivi di Sardegna 2030: competitività intelligente, transizione digitale, transizione verde, mobilità urbana sostenibile, Sardegna più sociale e inclusiva, sviluppo integrato urbano e territorio, a cui si aggiunge la priorità relativa alle azioni di assistenza tecnica del Programma.

Tra le scelte strategiche individuate dalla Regione, alla ‘Transizione verde e digitale’ e ‘Competitività intelligente’ sono destinate le maggiori risorse, circa 1 miliardo in totale che copre il due terzi del programma.

Nello specifico, per la ‘Transizione verde’ sono previsti 522,10 milioni di euro, indirizzati alla Priorità 3, che promuove la transizione energetica pulita ed equa, per il miglioramento della gestione delle fonti energetiche, verso un'economia a zero emissioni nette di carbonio, investimenti verdi e blu, l’economia circolare ed efficiente, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione e la gestione dei rischi.

Per la ‘Transizione digitale’ sono previsti 160 milioni di euro indirizzati alla Priorità 2, destinata miglioramento della qualità, accessibilità ed efficienza dei servizi digitali della PA, tramite forme di co-progettazione, di sostegno alla transizione digitale del comparto produttivo e l’incentivo a pratiche e tecnologie digitali nelle micro e piccole medie imprese.

La ‘Competitività intelligente’ prevede 340,12 milioni di euro: tramite la Priorità 1 saranno perseguiti gli obiettivi di sviluppo di tecnologie avanzate, creazione di posti di lavoro, crescita delle PMI e sviluppo di competenze per la specializzazione intelligente.

La ‘Mobilità urbana sostenibile’ - Priorità 4 - ha un ammontare di 52,6 milioni di euro e accoglie le istanze del tema della gestione della mobilità urbana, che negli ultimi anni ha acquisito un ruolo centrale sia nel dibattito scientifico sia nell’agenda politica europea e italiana: la Regione attraverso le azioni di impatto strategico promuove la mobilità urbana multimodale sostenibile, nell'ambito della transizione verso un'economia a zero emissioni di carbonio.

In un contesto caratterizzato da sfide occupazionali e sociali molto importanti, la Priorità 5 , ‘Sardegna più sociale e inclusiva’, integra e rafforza l’azione nazionale ordinaria delle politiche del lavoro, dell’istruzione e dell’inclusione e protezione sociale con 85,3 milioni di euro. Sul fronte dei servizi sanitari, inoltre, tiene conto della necessità di nuovi investimenti per garantire la parità di accesso all'assistenza sanitaria e promuovere la resilienza dei sistemi sanitari destinando ad essi 96 milioni di euro. Inoltre sono previsti interventi per la valorizzazione del ruolo della cultura e del turismo nello sviluppo economico del sistema regionale, a cui sono destinati 44 milioni di euro.

Infine la Priorità 6 , ‘Sviluppo Sostenibile integrato Urbano e territoriale’, con un ammontare di oltre 220 milioni di euro, promuove lo sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza nelle aree urbane. L’obiettivo è il rilancio di tutte le aree della Sardegna, puntando sulle vocazioni e sulle potenzialità proprie di ciascun territorio. Ben 123 milioni di euro saranno destinati allo sviluppo sostenibile urbano nelle aree Metropolitane di Cagliari e di Sassari e nei Comuni di Olbia, Nuoro, Oristano, Carbonia e Iglesias.

La Sardegna è anche in linea con i nuovi obiettivi strategici sanciti dal Green Deal europeo che prevede una serie di misure per rendere più sostenibili e meno dannosi per l’ambiente la produzione di energia e lo stile di vita dei cittadini. Il tema del cambiamento climatico è infatti al centro delle politiche future: 550 milioni di euro del Programma nel suo complesso sono orientati a misure per il clima, 438 milioni di euro all’ambiente, 173 milioni di euro a tutela della biodiversità.

Il PR FESR 21-27 riserva inoltre una particolare attenzione alla parità di genere destinando alle azioni ad essa connesse un ammontare di 314 milioni di euro. Altro tema di fondamentale importanza è la rigenerazione amministrativa, a cui sono destinati 23 milioni di euro, oltre alle risorse per l'assistenza tecnica.

Consulta il Programma Regionale FESR Sardegna 21-27 e la sua Presa d'atto nella DGR 38/2



Il Fondo dell'Unione Europea FESR 2021-27 - Il Regolamento dell'Unione Europea e il negoziato per il Programma Regionale FESR Sardegna 2021-27

Il Reg. (Ue) 2021/1058 del 24 giugno 2021, il regolamento europeo relativo al FESR, riprende i cinque obiettivi strategici individuati nel regolamento sulle disposizioni comuni e li declina in obiettivi specifici pertinenti per il FESR:

OS1 - Un’Europa più competitiva e intelligente attraverso la promozione di una trasformazione economica innovativa e intelligente e della connettività regionale alle TIC:
i) sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione e l’introduzione di tecnologie avanzate;
ii) permettere ai cittadini, alle imprese, alle organizzazioni di ricerca e alle autorità pubbliche di cogliere i vantaggi della digitalizzazione;
iii) rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI e la creazione di posti di lavoro nelle PMI, anche grazie agli investimenti produttivi;
iv) sviluppare le competenze per la specializzazione intelligente, la transizione industriale e l’imprenditorialità;
v) rafforzare la connettività digitale;

OS2 - Un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio ma in transizione verso un’economia a zero emissioni nette di carbonio attraverso la promozione di una transizione verso un’energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della loro mitigazione, della gestione e prevenzione dei rischi nonché della mobilità urbana sostenibile:
i) promuovere l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas a effetto serra;
ii)promuovere le energie rinnovabili in conformità della direttiva (UE) 2018/2001, compresi i criteri di sostenibilità ivi stabiliti;
iii) sviluppare sistemi, reti e impianti di stoccaggio energetici intelligenti al di fuori della rete transeuropea dell’energia (RTE-E);
iv) promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi di catastrofe e la resilienza, prendendo in considerazione approcci ecosistemici;
v)promuovere l’accesso all’acqua e la sua gestione sostenibile;
vi) promuovere la transizione verso un’economia circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse;
vii) rafforzare la protezione e la preservazione della natura, la biodiversità e le infrastrutture verdi, anche nelle aree urbane, e ridurre tutte le forme di inquinamento;
viii)promuovere la mobilità urbana multimodale sostenibile quale parte della transizione verso un’economia a zero emissioni nette di carbonio;

OS 3 - Un’Europa più connessa attraverso il rafforzamento della mobilità:
i) sviluppare una rete TEN-T intermodale, sicura, intelligente, resiliente ai cambiamenti climatici e sostenibile;
ii) sviluppare e rafforzare una mobilità locale, regionale e nazionale, intelligente, intermodale, resiliente ai cambiamenti climatici e sostenibile, incluso il miglioramento dell’accesso alla rete TEN-T e alla mobilità transfrontaliera;

OS 4 - Un’Europa più sociale e inclusiva attraverso l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali:
i) rafforzare l’efficacia e l’inclusività dei mercati del lavoro e l’accesso a un’occupazione di qualità, mediante lo sviluppo delle infrastrutture sociali e la promozione dell’economia sociale;
ii) migliorare la parità di accesso a servizi di qualità e inclusivi nel campo dell’istruzione, della formazione e dell’apprendimento permanente mediante lo sviluppo di infrastrutture accessibili, anche promuovendo la resilienza dell’istruzione e della formazione online e a distanza;
iii) promuovere l’inclusione socioeconomica delle comunità emarginate, delle famiglie a basso reddito e dei gruppi svantaggiati, incluse le persone con bisogni speciali, mediante azioni integrate, compresi gli alloggi e i servizi sociali;
iv) promuovere l’integrazione socioeconomica dei cittadini di paesi terzi, compresi i migranti, mediante azioni integrate, compresi gli alloggi e i servizi sociali;
garantire la parità di accesso all'assistenza sanitaria e promuovere la resilienza dei sistemi sanitari;
v) garantire la parità di accesso all’assistenza sanitaria e promuovere la resilienza dei sistemi sanitari, compresa l’assistenza sanitaria di base, come anche promuovere il passaggio dall’assistenza istituzionale a quella su base familiare e di prossimità;
vi) rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell’inclusione sociale e nell’innovazione sociale;

OS 5 - Un’Europa più vicina ai cittadini attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato di tutti i tipi di territorio e delle iniziative locali:
i) promuovere lo sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza nelle aree urbane;
ii) promuovere lo sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo a livello locale, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza nelle aree diverse da quelle urbane.

Anche per il periodo 2021-2027 il regolamento relativo al FESR mantiene gli obblighi di concentrazione tematica. Le risorse del Programma saranno pertanto dedicate per la maggior parte agli obiettivi strategici OS1 e OS2 che, secondo i risultati delle valutazioni e della valutazione d'impatto della Commissione europea, hanno il più alto valore aggiunto e contribuiscono maggiormente alla realizzazione delle priorità dell'UE.

Nell'ambito di tali obiettivi, il Programma può finanziare:
- investimenti in infrastrutture;
- attività per la ricerca applicata e l’innovazione, compresi la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e gli studi di fattibilità;
- investimenti legati all'accesso ai servizi;
- investimenti produttivi in PMI e investimenti volti a mantenere i posti di lavoro esistenti e a creare nuovi posti di lavoro;
- attrezzature, software e attività immateriali;
- attività di creazione di reti, la cooperazione, lo scambio di esperienze e le attività che coinvolgono poli di innovazione, anche tra imprese, organizzazioni di ricerca e autorità pubbliche;
- l’informazione, la comunicazione e gli studi;
- l'assistenza tecnica.
Il FESR potrà inoltre sostenere anche l'acquisto di forniture necessarie a rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e a rafforzare la resilienza alle catastrofi.

Anche le grandi imprese possono essere beneficiare di un sostegno ma solo per attività di ricerca e innovazione da svolgersi in cooperazione con PMI o se il finanziamento riguarda principalmente le misure di efficienza energetica e le energie rinnovabili, mentre le imprese in difficoltà non possono essere beneficiarie del sostegno del FESR a meno che l'intervento non sia autorizzato nell’ambito di aiuti de minimis o di norme temporanee in materia di aiuto di Stato per far fronte a circostanze eccezionali.

Infine, al fine di contribuire allo sviluppo delle competenze per la specializzazione intelligente, la transizione industriale e l'imprenditorialità, il FESR può sostenere anche attività di formazione, apprendimento permanente, riqualificazione e istruzione.

Una volta definito il quadro regolamentare europeo, a livello regionale è stata delineata la strategia da perseguire con il Programma FESR attraverso un percorso segnato da alcuni passaggi fondamentali costituiti dall’adozione di una serie di atti programmatici da parte della Giunta Regionale. Tra questi:
- la delibera “Indirizzi strategici per la preparazione dei programmi regionali FESR e FSE+ 2021-2027” n. 32/30 del 29.07.2021 con la quale sono state individuate le strategie e le priorità di intervento e le due Autorità di gestione hanno ricevuto il mandato di predisporre una prima proposta di Programma e di avviare le interlocuzioni informali con i Servizi della Commissione europea;
- la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) adottata con D.G.R. 39/56 del 08.10.2021, elaborata in stretta connessione e coerenza con il Programma, che ne rappresenta uno strumento di attuazione e ne declina gli obiettivi strategici in azioni ed interventi.

Gli uffici del Centro Regionale di Programmazione, presso il quale è incardinata l’Autorità di Gestione FESR anche per il periodo 2021-2027, hanno quindi proceduto all’elaborazione della proposta di Programma Regionale mediante un sistematico confronto con gli organi politici, gli assessorati competenti e il partenariato regionale. In parallelo alla definizione del PR è stata portata avanti la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ed è stato redatto il Rapporto Ambientale, allegato del Programma.
La proposta di Programma così definita è stata oggetto di una prima approvazione da parte della Giunta Regionale con la Delibera n. 12/26 del 07.04.2022 e, dopo il necessario passaggio in Consiglio Regionale, è stata inviata alla Commissione Europea per l’avvio del negoziato formale.
Il negoziato ha successivamente portato all’adozione della versione definitiva del Programma.


Approfondimenti
Consulta il Regolamento (UE) 2021/1058 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021 relativo al FESR e al Fondo di Coesione
Consulta la Delibera di Giunta Regionale n. n. 12/26 del 07.04.2022 di approvazione della proposta di Programma Regionale FESR
Consulta la proposta di Programma Regionale FESR 2021-2027 trasmessa alla Commissione Europea
Consulta i documenti relativi alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS)
Segui la Consultazione Partenariale per la definizione del nuovo Programma FESR 21-27

Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2023
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