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PROGRAMMAZIONE REGIONALE DELLA SARDEGNA

La strategia per le aree urbane

La dimensione urbana ha assunto un ruolo sempre più strategico nello scenario europeo. Nel ciclo di Programmazione 2014-2020 alle città è affidato il compito di promuovere, attraverso un approccio integrato, migliori condizioni di vita e di lavoro per i cittadini creando un ambiente favorevole all'innovazione e alla crescita di competitività del sistema delle imprese. La sostenibilità ambientale, inoltre, deve costituire il requisito fondamentale dell’organizzazione urbana.

Il sistema urbano sardo si caratterizza per la presenza di due principali aree, quella di Cagliari e quella di Sassari, cui si aggiunge il terzo polo rappresentato dalla città di Olbia.
Completano il sistema urbano regionale una realtà diffusa di aggregazioni intermedie rappresentate da centri urbani di media dimensione, che erogano servizi su scala territoriale, e una molteplicità di Comuni di piccole dimensioni con una bassissima densità di popolazione, per i quali a seguito della riforma degli Enti Locali introdotta dalla L.R. n. 2/2016 si è avviata una intensa fase di riorganizzazione e aggregazione in Unioni di Comuni.

Le aree urbane di Cagliari, di Sassari e il polo di Olbia, considerate le "porte di accesso" alla Regione per la presenza dei principali porti e aeroporti isolani, si caratterizzano per la disponibilità di servizi fondamentali e di livello regionale nel campo dell'istruzione, della ricerca, della sanità e sono in grado di attrarre significativi investimenti anche privati.

Le tre città per questo sono anche attrattrici di popolazione residente, mete di un esodo che in un ventennio ha svuotato le zone interne facendo concentrare sulle zone costiere circa il 70% della popolazione regionale (il 40% nelle sole aree urbane di Cagliari, Sassari e Olbia). La migrazione interna, sommata alla più recente immigrazione extracomunitaria ha creato nelle tre aree urbane fenomeni sempre più diffusi e consistenti di esclusione , di marginalizzazione sociale e di povertà, accrescendo la perifericità dei nuovi insediamenti residenziali, ma anche di alcuni luoghi centrali delle città.

La Regione Sardegna ha impostato la sua Agenda Urbana per lo sviluppo urbano sostenibile soprattutto con interventi di inclusione sociale innovando e implementando le politiche sociali dei comuni e con misure di contrasto alla povertà e al disagio individuando ambiti urbani chiaramente delimitati ove affrontare in maniera quanto più possibile incisiva le cause e le manifestazioni del disagio sociale. L’Asse prioritario di riferimento, anche se non esclusivo, è l’Asse VII “Promozione dell’inclusione sociale,lotta alla povertà e ad ogni forma di discriminazione” e in particolare le azioni 9.4.1 (interventi di potenziamento del patrimonio abitativo) e 9.6.6 (interventi di recupero funzionale e riuso del patrimonio pubblico per attività di animazione sociale).

Per dare organicità all’individuazione di strategie, azioni, governance e di selezione di iniziative e protagonisti (beneficiari, soggetti attuatori, stakeholders e amministrazioni pubbliche, imprese), si è considerato strumento operativo privilegiato quello degli “Investimenti Territoriali Integrati” (ITI), per la possibilità di realizzare pacchetti di iniziative collegate a più assi prioritari e/o a più programmi operativi. Infatti, la selezione delle iniziative si potrà far carico di tre declinazioni della “integrazione”: territoriale, con realizzazioni puntuali; pluritematica, riferita a più OT e a più Assi del PO; plurifondo, quando è necessaria la compresenza di più fondi, strutturali e non. Il loro grado di integrazione sarà criterio essenziale nella selezione.

L’utilizzo di Investimenti Territoriali Integrati (ITI) contiene significative novità rispetto al passato, a cominciare dalla possibile assegnazione ad Autorità Urbane / Organismi Intermedi di competenze altrimenti in capo all’Autorità di Gestione; per questo motivo, contestualmente alla definizione del PO, è stata avviata un’intensa attività di co-progettazione di ITI tra le AdG interessate e le potenziali AU, coincidenti con le Amministrazioni delle tre città principali.

Sono stati individuati ambiti più propriamente urbani nei quali poter introdurre subito – contestualmente alla stesura del Programma – gli ITI nelle città di Cagliari, Sassari e Olbia, e sono state definite tre iniziative pilota, sia sulla base delle indicazioni provenienti dall’AP, sia in conseguenza delle scelte evidenziate da Piani Strategici comunali e sovracomunali e/o dai relativi PISU.

Consulta la pagina degli ITI

Ultimo aggiornamento 13.04.2018
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